Mariam Nikogosian

Abstract pubblicazione

La Fondazione Ermitage Italia mi ha gentilmente assegnato una borsa di studio della durata di un mese per la mia ricerca sul tema «La bottega di Giambattista Tiepolo negli anni ’40 del Settecento (in vista della preparazione della monografia sul ciclo Jussopov “La Storia di Antonio e Cleopatra”). Il tema da me propostofa parte di una ricerca piú ampia dedicata alle tele “Il Banchetto di Cleopatra” e “L’Incontro di Antonio e Cleopatra” di Giambattista Tiepolo del Museo Statale “Villa Arkhangelskoye”. Questa ricerca è stata iniziata per il restauro della tela “Il Banchetto di Cleopatra” di Tiepolo nel Centro di Restauro “Grabar” di Russia per la mostra al Petit-Palais di Parigi, dedicata a Tiepolo nel 1998. Il restauro dell’altra tela “L’Incontro di Antonio e Cleopatra”, è stato anch’esso eseguito nel Centro di Restauro “Grabar”, ma negli anni 1970.
 
Ambedue le tele costituivano la parte principale del grande complesso decorativo “La Storia di Antonio e Cleopatra”, acquistato dal Conte N.B. Jussupov nel 1800, ma che non si è conservato integro fin al presente. Sono opere monumentali di Tiepolo molto importanti per le collezioni russe. Le tele del museo Arkhangelskoye sono ben note agli storici dell’arte, peró ancora oggi nella critica si trovano informazioni sbagliate sulla loro storia, sui loro soggetti e sul loro significato; restano sconosciuti il nome del commitente e il luogo di destinazione originario.
 
Il restauro ha dato la possibilità di esaminare le tele, di studiare il loro grado di conservazione e la tecnica esecutiva. Nel processo di studio delle tele e della loro storia, la ricerca diveniva piú ampia, riguardava problemi diversi, connessi con queste opere di Tiepolo famose, peró non ancora abbastanza studiate. Sono stati esaminati i seguenti aspetti: la storia del collezionismo delle opere di Tiepolo in Russia nel Settecento e Ottocento e, in particolare, nella collezione dei conti Jussupov, le vicende storiche del complesso decorativo “La Storia di Cleopatra”, la storia del restauro delle tele, i disegni e gli schizzi “preparatori” per le tele, le fonti, l’iconografia e l’interpretazione dei soggetti, ecc. Singoli parti sono state pubblicate come articoli o presentate come relazioni alle conferenze. 
 
Uno dei problemi importanti connessi con le tele di Arkhangelskoye riguarda la partecipazione della bottega di Tiepolo alla loro esecuzione. Negli anni ’40 G.B.Tiepolo stavo lavorando a numerose opere monumentali, ed era senz’altro aiutato dai suoi discepoli. Tra questi c’erano, prima di tutto, suo figlio Domenico (alcuni studiosi lo consideravano l’esecutore principale delle tele di Arkhangelskoye), e molti altri pittori che lavoravano nella sua bottega, - Giovanni Raggi, Francesco Lorenzi, Giustino Menescardi, Francesco Zugno, Valentino Rovisi, Giovanni Scajario e altri. Le opere di questi pittori non sono presenti nei musei russi. Negli ultimi anni in Italia sono state organizzate mostre personali e sono apparsi studi, dedicati a questi pittori della cerchia di Tiepolo. Purtroppo queste pubblicazioni non si trovano nelle biblioteche russe e restano sconosciute ai ricercatori russi. 
 
La borsa della Fondazione Ermitage Italia mi ha concesso la possibilitá di abitare nella foresteria della Fondazione a Ferrara per un mese, dal 09.04.2011 al 08.05.2011. Ho approfittato di questo periodo per studiare le pubblicazioni degli ultimi anni, relative all’opera di Tiepolo e dei pittori della sua cerchia. Ho studiato in diverse biblioteche di Ferrara (Ariostea, Lettere e Filosofia, Musei Arte Antica, Archivio Storico e la stessa biblioteca della stessa Fondazione Ermitage Italia), nelle biblioteche dell’Universitá di Bologna (Archiginnasio, Biblioteca Supino del Dipartimento delle Arti Visive, biblioteca della Fondazione Federico Zeri), nonché le biblioteche dell’Universitá di Padova e della Fondazione Cini a Venezia. Ho trovato le informazioni necessarie per la mia ricerca sulla vita e sull’opera dei pittori, presenti nella bottega di Tiepolo negli anni quaranta e sull’influsso esercitato dal ciclo ‘La Storia di Antonio e Cleopatra” sulle loro opere; le notizie riguardanti le opere di Giambattista Tiepolo e della sua bottega eseguite negli stessi anni quaranta. Nelle Fototeche della Fondazione Federico Zeri dell’Universitá di Bologna e nell’archivio di Roberto Pallucchini (Fondazione Cini) ho trovato le fotografie delle copie delle tele del Museo Arkhangelskoye eseguite dalla bottega di Tiepolo, che attestano la popolaritá di questo ciclo tra gli artisti della sua cerchia. Ho fatto le riproduzioni digitali di queste fotografie per utilizzarle nella mia ricerca e, possibilmente, per una futura pubblicazione.
 
Particolarmente interessanti per la mia ricerca sono i dati delle indagini scientifiche delle opere di G.B.Tiepolo realizzate durante i restauri. Tali indagini favoriscono la conoscenza della tecnica esecutiva e dei metodi di lavoro dell'artista, inoltre possono svelare la partecipazione degli aiuti nell’esecuzione del quadro. Molte indagini sono state giá pubblicate, ma purtroppo questi materiali specifici non si trovano nelle biblioteche di Mosca. Grazie alla borsa, ho avuto accesso a queste pubblicazioni, agli archivi italiani, dove é conservata la documentazione delle indagini. Purtroppo è stato molto difficile trovare l’ubicazione delle radiografie delle opere di Tiepolo (le radiografie permettono di evidenziare la consequenzialitá nel lavoro degli artisti e, in certi casi, la partecipazione degli aiuti nell’esecuzione). Ho esaminato qualche radiografia e le riflettografie infrarosse delle opere dei Tiepolo conservati nell’Archivio fotografico della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il polo museale della città di Venezia e dei comuni della gronda lagunare, e cioè, della pala d’altare per la chiesa di San Alvise a Venezia, del quadro giovanile “Diana scopre Callisto” di Giambattista delle Gallerie dell’Accademia a Venezia e qualche radiografia dei quadri di Domenico Tiepolo per l’Oratorio di San Polo a Venezia. (Vorrei ringraziare per l’assistenza il Direttore dell’Archivio Giulio Manieri Elia e degli assistenti Marina Amuro e Diana Ziliotto). Alla Fodazione Cini a Venezia ho visto anche due radiografie dello schizzo di G.B.Tiepolo appartenente al museo Poldi Pezzoli di Milano.
 
La borsa della Fondazione Ermitage Italia permette ai borsisti dalla Russia non solo di accedere alle biblioteche e agl’archivi italiani, ma anche d’incontrare gli studiosi italiani. Ho incontrato il Dott.Paolo Bensi, Professore dell’Universitá di Genova, un esperto riconosciuto della tecnica pittorica di Tiepolo, e il restauratore Antonio Zaccaria di Bergamo,  che ha eseguito un restauro delle pale d’altare di G.B.Tiepolo per il Duomo di Bergamo (1743) e per la chiesa dei Ognissanti a Rovetta. Mi interessava molto conoscere l’opinione del Dott.Filippo Pedrocco, maggiore esperto dell’opera di Tiepolo, e del Dott.Alberto Craievich, specialista della pittura del Settecento (Museo del Settecento Veneziano Ca’Rezzonico, Venezia) riguardo alle tele di Arkhangelskoye e ai metodi di lavoro nella bottega del Tiepolo. Chiaramente è stato molto importante per il mio lavoro avere la possibilitá, grazie alla borsa della Fondazione Ermitage Italia, di vedere in situ grandi decorazioni di Giambattista e Domenico Tiepolo, e anche la loro opera degli anni Quaranta. A tal fine, dopo il soggiorno a Ferrara, da dove ho preparato con la gentile assistenza della segreteria della Fondazione il mio viaggio ottenendo i permessi per l’accesso, ho passato in Italia ancora due settimane (22.05.2011) per realizzare i viaggi nelle seguienti cittá:
 
- Verolanuova, per vedere due grandi tele “Il Sacrificio di Melchisedech” e “La Caduta della Manna” nella Capella del SS.Sacramento della Basilica Romana Minore San Lorenzo Martire, e, grazie alla gentile assistenza del prevosto Don Luigi Bracchi, per esaminare la descrizione delle tele, composta dalla restauratrice e custodite nell’archivio della Parrocchia;
 
 - Brescia, per vedere il ciclo pittorico di Domenico Tiepolo nella Basilica dei Santi Faustino e Giovita;
 
- Bergamo, per vedere la pala d’altare di Giambattista Tiepolo con “Il Martirio di San Giovanni vescovo di Bergamo” nel Duomo, e gli affreschi di G.B.Tiepolo nella Capella Colleoni, la pala d’altare con “San Giuseppe con Bambino” nella Chiesa di San Salvatore, e le opere di Tiepolo nella Accademia Carrara (purtroppo a causa del restauro dell’edificio della Galleria sono esposti solamente un schizzo di G.B.Tiepolo “Santi Massimo e Osvaldo” e una piccola “Madonna con Bambino”, giá ascritta a G.B.Tiepolo ed al presente attribuita a Giovanni Raggi);
 
- Padova, per vedere le pale d’altare di G.B.Tiepolo nella chiesa dei Santi Massimo e Osvaldo, nel Museo Civico agli Eremitani, nel Museo Diocesano e nel Museo Antoniano;
 
- Rovigo, per vedere “Il Ritratto di Antonio Riccoboni” di G.B.Tiepolo;
 
- Venezia, per vedere la grande decorazione di G.B.Tiepolo e dei pittori della sua cerchia nella Scuola di Santa Maria del Carmine, nella chiesa dei Gesuati, le opere di Tiepolo nel Museo del Settecento veneziano a Ca’Rezzonico, i quadri di Domenico Tiepolo con le Stazioni a San Polo. Grazie alla gentilezza della conservatrice Rossella Granziero, ho avuto la possibilitá di esaminare alcuni disegni dell’Album Gatteri al Gabinetto dei Disegni e stampe del Museo Correr, e soprattutto il disegno con lo studio di una gamba (inv.7487), considerato lo schizzo preparatorio al “Banchetto di Cleopatra” di Arkhangelskoye. (Ho ottenuto una copia digitale per l’eventuale pubblicazione previo permesso del Museo Correr).
 
Grazie alla cortesia della Fondazione Сlaudio Buziol, sono riuscita a visitare il Palazzo Mangili-Valmarana, di cui un tempo era proprietario il Console Smith (la Fondazione occupa il piano nobile del Palazzo). Al Console Smith aparteneva il primo schizzo noto del “Banchetto di Cleopatra” (poi nella collezione del conte Algarotti, al presente nel museo Cognacq-Jay a Parigi). Ci sono delle supposizioni che era proprio il Console Smith il primo committente del “Banchetto di Cleopatra”, poi comprato da Algarotti per il Re Augusto III (al presente appartiene alla National Gallery of Victoria di Melbourne). Si potrebbe supporre, che anche il complesso, portato poi in Russia e comprato dal Conte Yussupov, fosse stato creato per ordine del Console Smih per sostituire il quadro, ceduto al Re Augusto III di Sassonia. Ho voluto vedere l’interno del palazzo per verificare questa ipotesi. Purtroppo, ho scoperto, che nel palazzo non c’era una sala abbastanza spaziosa per contenere le grandi tele del Museo Arkhangelskoye. 
 
Purtroppo, nonostante ripetute domande, non sono riuscita a ottenere il permesso di visitare Palazzo Labia per vedere i famosi affreschi di Tiepolo con la “Storia di Antonio e Cleopatra”.
 
- Bassano del Grappa, per vedere gli affreschi con la “Storia di Antonio e Cleopatra” nel Palazzo Roberti, dipinti nel 1770 dal seguace di Tiepolo, Giovanni Scajario, il presunto autore del plafone, portato in Russia insieme alle tele di Tiepolo con la stessa storia. Mi interessava studiare l’iconografia del complesso e l’interpretazione del soggetto (Storia di Antonio e Cleopatra), e verificare l’influsso dei complessi omonimi di G.B.Tiepolo. Ho potuto anche vedere le opere di Domenico Tiepolo nel Museo Civico della cittá.
 
 
 
Accanto ai compiti principali, approfittavo del mio viaggio per conoscere le opere della pittura italiana nei musei e nelle chiese delle cittá sopranominate. Particolarmente interessanti per me sono state le seguenti mostre, dedicate al restauro ed all’esame della tecnica pittorica:
 
- “'Fra' Galgario e il segreto della lacca” nel Palazzo della Provincia di Bergamo e la mostra delle due opere di Andrea Previtali restaurati (La ‘Madonna Baglioni’ dell’Accademia Carrara e la Madonna con il Bambino leggente tra San Domenico e Santa Marta di Betania della Banca Popolare di Bergamo) nel Palazzo della Ragione a Bergamo;
 
- la mostra “Bassano ai raggi X” nel Museo Civico di Bassano del Grappa;
 
- la mostra “Veronese. Le Storie di Ester rivelate.” (tre grandi tele di Veronese per il soffitto della Chiesa di San Sebastiano dopo il restauro) nel Palazzo Grimani, Venezia.
 
 
 
La documentazione, raccolta durante il mio soggiorno in Italia a titolo di borsista della Fondazione Ermitage Italia, sara utilizzata nel lavoro sul capitolo “La bottega di Giambattista Tiepolo negli anni Quaranta”, che scriveró quest’anno, e per la preparazione della monografia “La Storia di Antonio e Cleopatra di G.B.Tiepolo dal Museo Arkhangelskoye”.
 
 Alla fine vorrei ringraziare di questa bellissima occasione la Fondazione Ermitage Italia e personalmente le direttrici scientifiche Dott. Irina Artemieva e Dott. Francesca Cappelletti, altresí la segretaria della Fondazione di Ferrara, Stefania De Vicentis per efficace assistenza nella realizzazione del progetto. Vorrei anche ringraziare tutte le persone e gli uffici sopramenzionati per l’aiuto cortesemente prestato al mio lavoro durante il mio soggiorno in Italia, nonché a Monica Cavicchi (Fondazione Zeri, Bologna) e a Denis Ton (Fondazione Cini, Venezia).