Olga Kostjuk

Il Cristallo di Rocca nell'arte decorativa europea del XVI e XVII secolo

Olga Kostjuk

Nelle collezioni dei Cristalli di Rocca dell’Ermitage, a fianco alle opere degli antichi maestri, che furono i primi a raggiungere le vette nella raffinatezza artistica di questo difficile minerale, e dei maestri del Medio Oriente, c’è una serie di manufatti che si distinguono chiaramente dal resto. Essi furono realizzati da intagliatori di gemme europei nel XVI-XIX secolo. Essi sono numerosi e multiformi, non solo per la qualità della pietra ma anche per i metodi e le tecniche di lavorazione. Il Medio Evo è rappresentato da opere di cristallo, ieratiche nelle finalità e negli intenti, come croci, reliquiari, lampade, nelle quali il minerale spesso acquistava un significato mistico.
 
L’arte del periodo moderno è rappresentata nelle collezioni dell’Ermitage da recipienti intagliati quali coppe, calici, bicchieri e vasi che furono disegnati dai maggiori artisti del Rinascimento. Questa epoca è anche rappresentata dai magnifici intagli degli incisori di gemme Valerio Belli e Giovanni Bernardi, i cui lavori sono l’orgoglio delle collezione dell’Ermitage. Le opere in cristallo di Rocca erano molto diffuse in Italia a causa della lunga tradizione dell’intaglio e della vicinanza delle Alpi, con le loro enormi riserve di minerale e la sua alta qualità. I pezzi migliori furono scelti dagli incisori come modelli dei futuri lavori. Le superfici di questi vasi furono intagliate in maniera talmente sottile che il visitatore moderno faticherà a credere che si tratti di pietra e non di vetro soffiato. Nell’Ermitage si trovano opere eccellenti create da artisti milanesi del XVI secolo. Le due botteghe più significative di intagliatori – Miseroni e Saracci – furono l’orgoglio della tradizione dell’intaglio non solo in Italia, ma essi contribuirono allo sviluppo delle scuole nazionali, infatti sia la pietra che la tecnica furono esportate.
 
Nelle collezioni dell’Ermitage, è possibile osservare oggetti in cui la parte in pietra è realizzata in un paese mentre la decorazione (d’oro o d’argento, spesso con smalti e pietre preziose) in altri paesi europei.
 
Le collezioni di Cristalli di Rocca furono l’orgoglio delle maggiori corti europee e solo pochi privilegiati vi avevano accesso. I vasi intagliati normalmente non furono utilizzati per finalità pratiche, ma spesso servirono come decorazione dei tesori, gabinetti e rarità o furono usati come doni diplomatici. Le collezioni dell’Ermitage conservano gli oggetti che appartennero al Cardinal Aldobrandini, Anna di Clevens, Jan Sobieski, Augusto II il Forte, Pietro il Grande, Federico I, Federico Guglielmo, ecc.
 
Nel XVIII secolo la tradizione di lavorare il cristallo di Rocca nell’Europa occidentale scompare gradualmente. Il Cristallo di Rocca è stato utilizzato nella produzione di piccoli contenitori – tabacchiere e lamapadari a goccia. Il Cristallo di Rocca è sostituito dal vetro, meno costoso e più facile da lavorare. In Russia, però, dove il minerale fu estratto e lavorato nel XVIII secolo, i locali intagliatori realizzarono interessanti opere d’arte: gemme, vasi, stampi portatili e da tavolo. Gli artisti di Fabergé furono gli ultimi, a cavallo del XX secolo, a lavorare il Cristallo di Rocca e gli diedero nuova vita nelle sembianze di oggetti comuni.