Kamilla Kalinina

Ricerche ed approfondimenti sulla chimica e la tecnologia della Pittura di Lorenzo Lotto attraverso quattro dipinti delle collezioni del Museo Statale Ermitage

Kamilla Kalinina

Lorenzo Lotto fu uno dei più eminenti artisti del Rinascimento italiano degli inizi del XVI secolo. Studi e pubblicazioni sui materiali pittorici utilizzati da questo artista si sono più volte concentrati sull’analisi dei pigmenti inorganici; al contrario, non sono mai stati eseguiti studi dettagliati sui leganti da esso utilizzati.
 
Facendo una panoramica sull’Italia, il periodo che va dal XV secolo alla metà del XVI secolo vede una transazione dall’uso del legante uovo-tempera all’uso dell’olio come medium. Com’è stato recentemente chiarito, questo processo fu più elaborato rispetto a quanto precedentemente sostenuto. I risultati delle analisi condotte sui leganti pittorici dei dipinti italiani hanno dimostrato che non è possibile sostenere l’ipotesi di una transazione dalla semplice tempera all’uovo al medium olio in un arco temporale di 30-40 anni a partire dal dal 1460.
 
Questo saggio è dedicato allo studio della composizione dei medium organici ed inorganici utilizzati da Lorenzo Lotto. Sono stati analizzati quattro dipinti creati in fasi differenti della vita dell’artista e provenienti dalle collezioni del Museo Statale Ermitage: Cristo che conduce gli Apostoli sul Monte Tabor (1511/1512), Ritratto di coniugi (1523/1524), Riposo durante la fuga in Egitto con Santa Giustina (1529/1530), e l’opera di recente attribuzione, Madonna delle Grazie (1523/1524). Quest’ultimo dipinto fu restaurato presso il Museo Statale Ermitage per un lungo periodo e venne ufficialmente catalogato come un dipinto di un autore italiano sconosciuto. Tutta la parte superiore del dipinto dietro la testa della Madonna era coperta da una vernice bruno-rossa opaca e scura applicata durante un precedente restauro. La riflettografia a raggi infrarossi ha rivelato tre figure di angeli al di sotto di questo strato conservativo. Queste scoperte hanno portato ad attribuire il dipinto a Lorenzo Lotto.
 
I materiali inorganici sono stati determinati grazie all’utilizzo di un microscopio elettronico a scansione di tipo SEM-EDX (Energy Dispersive X-ray analysis). Degno di nota è il ritrovamento di vetro incolore polverizzato nello strato dell’imprimitura della Madonna delle Grazie, usato come essiccatore.
 
I materiali organici sono stati analizzati con la procedura analitica GC-MS che consente la caratterizzazione dei materiali proteici, resinosi, glicerolipidici e cerosi nello stesso micro campione, anche alla presenza di pigmenti inorganici che possano con essi interferire.
 
La tecnica fu applicata a dei sotto-campioni che presentavano, quando possibile, uno o più strati di vernice, ottenuti con l’ausilio di uno scalpello sotto il microscopio binoculare. L’indagine dei materiali organici ha rivelato un singolare uso di resine vegetali e uovo non solo nello strato pittorico ma anche nella preparazione e negli strati dell’imprimitura. Inoltre è stato scoperto che la tempera grassa ottenuta con olio essiccante, uovo e grasso animale fu, nella maggior parte dei casi, la tecnica adottata per le stesure pittoriche di colore.