La Fondazione
 
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La politica culturale che l’Ermitage porta avanti nel creare i suoi Centri in varie parti del mondo vuole essere una collaborazione impostata su un piano diverso e tale da travalicare in maniera significativa i rapporti economici tra Stati, poiché si basa su risorse che, diversamente dalle materie prime, sono inesauribili.
 
Cosa ci aspettiamo dal nostro Centro in Italia? Nessun altro paese come l’Italia possiede un numero altrettanto illimitato di opere d’arte, né fu certo voluto dal caso se in Italia fin dal XVIII secolo furono fondate istituzioni culturali in rappresentanza di Accademie di Belle Arti straniere. Ci rincresce tuttora che la Grande Caterina, colei che fondò il nostro Museo, non abbia promosso un’analoga iniziativa. Desidero, tuttavia, ricordare che fin dai primi anni del Settecento i migliori tra i pittori, gli scultori e gli architetti russi furono premiati con la possibilità di soggiornare in Italia come pensionnaire. Ma potrei addurre anche un altro esempio, risalente a un’epoca ancor più lontana nel tempo, e cioè la costruzione di chiese e di cittadelle nell’antica Rus’, che fin dal XIII secolo vide arrivare in Russia diversi architetti italiani.
 
Si tratta di due esempi entrambi estremamente significativi per la ragione che quelle opere d’arte poterono essere realizzate grazie alla reciproca compenetrazione e allo scambievole arricchimento delle culture dei nostri due popoli; i pittori e gli scultori russi poterono fare propria l’esperienza maturata in seno alle arti in Europa occidentale, mentre gli architetti italiani nel realizzare le loro opere riuscirono a conformarsi alla tradizione architettonica della Rus’. Non dissimile fu anche quanto avvenne, secoli dopo, con le opere d’arte italiane ospitate nei musei della Russia e diventate parte del nostro patrimonio culturale, senza peraltro perdere il loro legame col paese in cui erano state realizzate, e proprio per poter meglio comprendere e valutare questa eredità che noi oggi dobbiamo operare congiuntamente.
 
È proprio in questo lavoro congiunto che io vedo il compito fondamentale dell’istituendo Centro italiano: un luogo dove scambiarsi informazioni ed esperienze in materia di storia dell’arte, di restauro, ma anche sull’insegnamento e sulla diffusione di queste discipline. Da tale reciproca collaborazione si svilupperà un’attività che vedrà l’organizzazione di mostre, la pubblicazione di cataloghi sulle collezioni di arte italiana in Russia e l’indagine dei complessi legami storici tra la Russia e l’Italia.
 
 
Michail Borisovich Piotrovsky
Direttore Generale del Museo Statale Ermitage


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